loading...
Tutti i film, le interpretazioni e le collaborazioni di Marcello Fonte. In questa pagina trovi l'archivio completo dei titoli disponibili su Cinema Oggi che vedono la partecipazione di Marcello Fonte, corredati da trame, trailer ufficiali e dettagli sul cast tecnico.
Felice è un ragazzo di 20 anni di un quartiere popolare di Napoli. Compra un pianoforte a coda con i soldi di un usuraio e con l’aiuto dell’amico Luca suona nelle piazze della Campania per passanti e turisti. La guardia giurata Enzo, dopo un litigio, gli distrugge il pianoforte in molti pezzi. Inseguito dagli strozzini, si ritrova nel retro di una chiesa. Gli vengono date giacca e cravatta e viene mandato sull'altare davanti ai parenti del morto. Inizia a fare un discorso in commemorazione di un defunto che nemmeno conosce, ma le parole sgorgano spontanee, pulite, commoventi ed emozionanti. Dopo quel discorso diventerà il ragazzo dei funerali, l'oratore.
Tra le ferite e le allucinazioni post-Lepanto in un ospedale di Messina, Miguel de Cervantes partorisce la figura di Don Alonso Quijano. Travolto dai romanzi cavallereschi, l’uomo si trasforma in Don Chisciotte della Mancia, cavaliere errante guidato dall’amore per la nobile Dulcinea e accompagnato dal fedele, seppur rozzo, Sancio Panza. La loro epopea è un intreccio di visioni e amara realtà: i mulini diventano giganti, le locande castelli e i nobili si divertono a beffare la loro ingenuità. Nonostante le costanti sconfitte e le umiliazioni, la follia di Chisciotte cela una purezza disarmante e una dedizione assoluta alla giustizia. La resa finale, che lo vede tornare a casa in gabbia e morire privato dei suoi ideali, segna la fine dell'uomo ma il trionfo del mito. Cervantes si risveglia dal dolore della guerra lasciandoci in eredità il simbolo della resistenza ideale: il sogno ostinato di un’umanità più libera.
Don Simone (Pieraccioni) è un prete di frontiera, con una chiesetta sempre in difficoltà e mai frequentata dai ragazzi che preferiscono piuttosto lo stare insieme dei social. Finalmente Don Simone riceve una fantastica notizia: un eccentrico zio gli ha lasciato in eredità un’avviatissima attività in Svizzera che potrà risollevare le sorti economiche del suo oratorio sempre deserto! Ma arrivato a Lugano il nostro prete scopre di aver ereditato… un bordello! Don Simone darà ragione allo sgangherato zio che ha sempre dubitato della sua fede, oppure qualcuno dall’alto gli darà le risposte giuste per togliergli ogni dubbio?
Ad Africo, un paesino arroccato nella valle dell'Aspromonte calabrese, alla fine degli anni '50, una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal sindaco. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe (Francesco Colella), decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l'opera. Giulia, la nuova maestra elementare (Valeria Bruni Tedeschi), viene dal Nord, e vuole insegnare l'italiano "se Africo entrerà nel mondo grazie alla strada, i ragazzi dovranno conoscerlo prima, imparando a leggere e a scrivere". Ma per il brigante Don Totò, quello che detta la vera legge, Africo non può diventare davvero un paese "italiano"…
In una periferia decorosa di villette a schiera vive la famiglia Attorre: Luca (Adriano Giannini), giornalista free-lance molto free, confezionatore di articoli di colore che piazza a stento sui giornali; Susi (Micaela Ramazzotti), ballerina piegata a insegnare danza a signore sovrappeso; e Lucilla, la bimba seienne quieta e immaginifica ma affetta da asma bronchiale severa. Dentro una Roma magnifica e incomprensibile, stratificata, materna e matrigna, casca nel mezzo Mary Ann (Roisin O'Donovan), irlandese e studentessa di storia dell'arte, ragazza alla pari per la piccola Lucilla. Per lei si prospetterà un anno di permanenza in Italia e in casa Attorre denso di legami leciti e illeciti, di amicizia e d'amore.
In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l'unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l'amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l'intero quartiere. Dopo l'ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall'esito inaspettato.
Gli attori sono adeguati alla società. I passanti sono persone che vogliono sognare ma ormai hanno perso la fiducia, da una parte la pigrizia, dall’altra i condizionamenti e la descolarizzazione, impongono di abbassare la mira e tutti si accontentano di inseguire modeste aspettative dozzinali. La realtà e l’arte non sono in comunicazione, impoveriti dall’individualismo gli attori e gli artisti danzano al ritmo imposto dal potere, si scannano, si prevaricano senza rendersi conto delle possibilità di comunicazione che si aprono muovendosi fuori dal coro.