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Tutti i film, le interpretazioni e le collaborazioni di Michael Moore. In questa pagina trovi l'archivio completo dei titoli disponibili su Cinema Oggi che vedono la partecipazione di Michael Moore, corredati da trame, trailer ufficiali e dettagli sul cast tecnico.
Uno sguardo provocatorio e sarcastico sull’epoca in cui viviamo. Dopo Fahrenheit 9/11, il vincitore della Palma d’Oro Michael Moore sposta la sua attenzione su un’altra significativa data, il 9 novembre 2016, giorno in cui Donald Trump è stato eletto 45esimo Presidente degli Stati Uniti. L’ultimo documentario di Michael Moore è un affresco liberale e anticonservatore che non prende di mira solo l’amministrazione degli Stati Uniti, ma anche le politiche dei Democratici e dei Repubblicani che hanno portato all’attuale situazione politica.
Il premio Oscar Michael Moore si tuffa direttamente in un territorio ostile con il suo audace ed esilarante one-man show, nel cuore di TrumpLand poche settimane prima delle elezioni del 2016.
Per capire in prima persona cosa gli Stati Uniti d'America possono imparare da altre nazioni, Michael Moore ne "invade" scherzosamente alcune per vedere cosa hanno da offrire.
Questa volta Michael Moore prende le mosse da lontano, addirittura dall'Impero Romano, per mostrare come i segnali di decadenza di quella potenza antica siano tutti rintracciabili nella realtà odierna. La domanda è più che mai esplicita e con la risposta già incorporata: quanto è alto il prezzo che il popolo americano paga a causa della confusione operata tra il concetto di Capitalismo e quello di Democrazia? Per Moore i due termini non coincidono anzi sono in più che netta opposizione soprattutto ora, dopo la crisi mondiale di cui tutti paghiamo le conseguenze. Per sostenere la sua tesi questa volta il polemista di Flint (cittadina a cui fa ancora una volta ritorno vent'anni dopo Roger & Me) fa un uso molto più ridotto di gag verbali e visive (anche se non ci risparmia un nuovo doppiaggio del Gesù di Zeffirelli in versione liberistico-sfrenata). Perché questa volta il tema è talmente serio che lo spazio per la risata non può che essere ridotto.
Dopo Bowling a Columbine e Fahrenheit 9/11, Michael Moore riprova a scuotere l'opinione pubblica con un nuovo documentario-denuncia. L'obbiettivo di Moore stavolta è il sistema sanitario Americano che costringe migliaia e migliaia di persone a morte certa perché prive di un'assicurazione. Il film è anche un viaggio in altri paesi e altri sistemi sanitari dalla Francia all'Inghilterra, dal Canada a Cuba.
Roger è Roger B. Smith, dal 1981 presidente della General Motors, la più grande casa automobilistica del mondo. "Me" è il giornalista Moore, autore di un film in cui racconta come e perché per due anni cercò inutilmente di parlare con il primo per indurlo a far visita a Flint (Michigan) dove la chiusura di undici stabilimenti della GM aveva lasciato senza lavoro trentamila operai.
Lo scienziato Frank Addison (Gene Barry) lavora nei laboratori di Los Alamos dando un contributo prezioso alle ricerche sull'atomo che il governo degli Stati Uniti finanzia per provvedere alla difesa della nazione. Se non fosse per la natura particolarmente delicata degli studi che ha scelto, Frank Addison non si distinguerebbe da un qualsiasi cittadino americano della media borghesia, tutto dedito al lavoro e alla famiglia. Un giorno, però, la sua vita viene sconvolta da un fatto incredibile. Nella pur sorvegliatissima "città atomica" un gruppo di spie comuniste è riuscito a rapirgli il figlioletto mentre si recava a scuola e adesso chiede un riscatto inaudito: se Addison non rivelerà ai sequestratori la formula segreta per fabbricare la bomba H, il bambino non farà più ritorno a casa...