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Benvenuto sulla pagina dedicata alla filmografia di Francesca Archibugi. Qui puoi trovare tutti i titoli diretti da questo autore, le trame dettagliate, il cast completo e i trailer ufficiali. Resta aggiornato sulle produzioni cinematografiche di Francesca Archibugi disponibili nelle sale o prossimamente al cinema.
Periferia di Perugia. In un fosso viene ritrovata una ragazzina. Indossa un completo d'alta moda ed è bellissima. La polizia sta per portare via il corpo, quando un sospiro la svela ancora viva: si chiama Rosa Lazar, è moldava e non ha nemmeno 16 anni. La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi sono immediatamente chiamati a occuparsi del caso. L'indagine è più complicata del previsto, perché Rosa non sembra avere coscienza delle brutali violenze subite e copre la verità dei fatti. Dietro la maschera di un'incessante gioiosità emerge un profilo psicologico molto disturbato. Come è arrivata a Perugia questa lolita che non sembra una normale prostituta e che si comporta come una bambina? Per la sostituta procuratrice Rosa diventerà la chiave per un'indagine internazionale su scenari inquietanti. Per lo psicologo sarà un altro tipo di indagine, interiore, che lo porterà a scoprire il vero enigma di Rosa Lazar
È il racconto della vita di Marco Carrera, "il Colibrì", una vita di coincidenze fatali, perdite e amori assoluti. La storia procede secondo la forza dei ricordi che permettono di saltare da un periodo a un altro, da un’epoca a un’altra, in un tempo liquido che va dai primi anni ‘70 fino a un futuro prossimo. È al mare che Marco conosce Luisa Lattes, una ragazzina bellissima e inconsueta. Un amore che mai verrà consumato e mai si spegnerà, per tutta la vita. La sua vita coniugale sarà un'altra, a Roma, insieme a Marina e alla figlia Adele. Marco tornerà a Firenze sbalzato via da un destino implacabile, che lo sottopone a prove durissime.
In una periferia decorosa di villette a schiera vive la famiglia Attorre: Luca (Adriano Giannini), giornalista free-lance molto free, confezionatore di articoli di colore che piazza a stento sui giornali; Susi (Micaela Ramazzotti), ballerina piegata a insegnare danza a signore sovrappeso; e Lucilla, la bimba seienne quieta e immaginifica ma affetta da asma bronchiale severa. Dentro una Roma magnifica e incomprensibile, stratificata, materna e matrigna, casca nel mezzo Mary Ann (Roisin O'Donovan), irlandese e studentessa di storia dell'arte, ragazza alla pari per la piccola Lucilla. Per lei si prospetterà un anno di permanenza in Italia e in casa Attorre denso di legami leciti e illeciti, di amicizia e d'amore.
Un padre e un figlio sono il fulcro di tante storie raccontate nel mondo, dall'Iliade e dall'Odissea in poi. Rapporti eroici, drammatici o buffoneschi: in tutti gli stili si cerca di capire il motore di questo conflitto che manda avanti il mondo, l'alternanza delle generazioni. La vecchia storia sull'accettare di invecchiare, l'accettare di crescere. Nella nebbia, fra le scintille, le urla, le lacrime e le risate. Dentro l'Italia del nostro tempo.
Nel corso di una cena allegra tra amici la semplice domanda sul nome del figlio che Paolo (Alessandro Gassman), estroverso agente immobiliare, e Simona (Micaela Ramazzotti), autrice di un libro molto piccante, stanno per avere genera una discussione senza fine. Feroci differenze, diversità profonde, antichi rancori, litigi sui gusti sessuali e rivelazioni intime finiranno per portare alla luce segreti inaspettati con conseguenze tragicomiche.
Nato da uno spunto quasi banale, un happening di poeti e musicisti in cui Pierluigi Cappello declamava poesie accompagnato dal jazz di Battista Lena, è evidente come in Parole povere la curiosità registica di Francesca Archibugi sia andata ben oltre. Perché Cappello, costretto su una sedia a rotelle dall'età di sedici anni, rappresenta, da un lato, l'emblema della vita dedicata o sacrificata all'arte e, dall'altro, la scelta di indagare nel profondo la propria appartenenza, le proprie radici, non per smania di localismi ma come percorso necessario per saperne di più se stessi, cercandosi attraverso le parole.
Tratto da un romanzo dello scrittore italiano Federigo Tozzi pubblicato nel 1919. Nella campagna senese alla fine dell'Ottocento Pietro, nevrastenico figlio di un tirannico padre-padrone, s'innamora di Ghìsola, giovanissima contadina senza famiglia. Sei o sette anni dopo i due si rincontrano: ancora innamorato, Pietro vorrebbe sposarla, ma lei è diventata l'amante di un uomo sposato.